Thursday 26 August 2010

Il dovere di opporsi alla deriva nichilista

Recuperare la contemplazione metafisica contro le lusinghe della nuova Babilonia

Il dovere di opporsi alla deriva nichilista

Il tramonto della religione, la metamorfosi della famiglia, l'estinzione del lavoro. Quattro eclissi che contraddistinguono la crisi globale: l'uomo annaspa, schiavo della tecnologia, di protesi che soffocano l'io profondodi nuove generazioni armate di cellulare e computer, ma prive d'anima. Per contrastare il nichilismo la nullificazione dell'etica, del saggio 'La via verticale', il filosofo Paolo De Lucia, ha ideato una desueta inversione di rotta, mossa dall'istanza naturale di tensione dell'uomo 'verso l'alto'.
Una dinamica ascensionale tendente al bene assoluto, la teoria dell'esperienza ulteriore, che guarda la vita quale stato di intensa attesa verso l'esistenza accanto al divino.
Pensatore cattolico senza incertezze, De Lucia si scaglia contro il sistema di vita che gli Stati Uniti, nell'arco degli ultimi due secoli, hanno imposto in tutti i Paesi, azzerando le loro identità nazionali e locali. L'autore delinea il "mondo-spazzatura" e i suoi modelli: il dio denaro, divertimenti sfrenati, convivenze promiscue, crollo di nuclei famigliari, libertà di aborto, eutanasia, cremazione. Così Las Vegas diviene la nuova Babilonia, capitale mondiale del gioco d'azzardo e della facilità di matrimoni e divorzi. In contrapposizione, De Lucia sottolinea l'importanza della contemplazione metafisica dell'anelito verso l'Assoluto. Anche se un atto di grande fede potrebbe essere invece il dubbio costante, quotidiano, che ogni mattina rinasce per trovare finalmente appagamento a sera.
Cosa che non sarebbe affatto dispiaciuta al Rebora della lirica succitata, uno dei più alti canti della poesia reliosa d'ogni tempo, quando ormai la Presenza è pronta ad accogliere il grido estremo dell'uomo in attesa. Perchè un mondo costruito di sole certezze a volte si frantuma simile a un castello di sabbia.

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