Friday 31 July 2009
Motori di ricerca e pubblicità on line (Microsoft Vs Google)
Nel grande duello tra Microsoft e Google per il predominio sul mondo informatico, si è aperto ieri un nuovo capitolo con l' annuncio di un' alleanza decennale tra Steve Ballmer, successore di Bill Gates alla guida del colosso del software, e Carol Bartz, da pochi mesi ad di Yahoo!. Obiettivo dell' accordo: potenziare Bing, il motore di ricerca lanciato da Microsoft, e rilanciare l' attività pubblicitaria su Internet in modo da contrastare la supremazia di Google. «D' ora in poi gli inserzionisti non saranno più costretti a rivolgersi a una sola società che detiene il 70% del mercato», hanno spiegato Ballmer e Bartz riferendosi ovviamente a Google. Quest' ultima, secondo i dati di ComScore, controlla il 65% delle ricerche online negli Stati Uniti, mentre Yahoo! (che una volta era la prima al mondo) si deve accontentare del 19,6% e Microsoft dell' 8,4. A livello mondiale la posizione di Google è ancora più forte: gestisce il 67% delle ricerche, rispetto all' 11% delle due rivali insieme, e incassa il 75% degli introiti pubblicitari. Finora la crescita di Google sembrava incontrastata, ma il lancio di Bing, il motore di ricerca della Microsoft che molti considerano all' altezza di quello di Google, ha cambiato gli scenari. Intuendo i rischi, Eric Schmidt, ad di Mountain view, il quartiere generale di Google, ha subito promesso un nuovo sistema operativo chiamato Chrome OS e distribuito gratuitamente in concorrenza con Windows, quello che ha reso celebre (e ricca) Microsoft. Per tutta risposta, Ballmer ha calato ieri la carta Yahoo! su cui lavorava da un anno e mezzo. Secondo l' accordo, che dovrebbe essere finalizzato all' inizio del 2010, le due società manterranno i propri marchi, ma accanto ai risultati di ogni ricerca su Yahoo! comparirà la scritta «powered by Bing», cioè «alimentata da Bing». Sarà il nuovo motore di ricerca, infatti, al centro del lavoro comune. Yahoo!, che si concentrerà sulla raccolta pubblicitaria, non riceverà una somma in dote, come si era parlato nei giorni scorsi e come gli azionisti avevano inutilmente sperato (tanto che ieri le quotazioni sono scese di più del 10%). Il gruppo guidato dalla Bartz incasserà invece, per almeno 5 anni, l' 88% dei proventi ottenuti sui suoi siti dalla Microsoft. L' incremento degli introiti di Yahoo! sarà di circa mezzo miliardo di dollari all' anno, cui si aggiungerannoi risparmi sugli investimenti tecnici, d' ora in poi assorbiti dai bilanci di Ballmer. Era dal primo febbraio 2008 che la Microsoft sognava un' alleanza con Yahoo! in funzione anti-Google. Quel giorno Ballmer mise sul piatto 47,5 miliardi di dollari per acquistare l' intera società (non solo il motore di ricerca). Ma le sue ambizioni furono bloccate dall' allora ad e co-fondatore di Yahoo! Jerry Yang, che considerava insufficiente la somma offerta, senza rendersi conto dei contraccolpi della tempesta finanziaria. Risultato: Microsoft ritirò l' offerta, Yang diede le dimissioni cedendo la poltrona a Carol Bartz, un' energica outsider, e Ballmer ricominciò a negoziare perseguendo obiettivi più limitati. L' alleanza Microsoft-Yahoo deve ora passare al vaglio delle autorità anti-trust di Washington e Bruxelles. Secondo Ballmer non ci dovrebbero essere problemi: «Ci sarà più concorrenza di adesso, non di meno - ha spiegato - perché i pubblicitari disporranno di un secondo canale per le inserzioni online». Ma Google cercherà di mettere i bastoni tra le ruote e già ieri, nella speranza di difendere lo status quo, ha sottolineato che nel mercato pubblicitario del web «c' è sempre stata sufficiente concorrenza».
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