Cellulare al volante
in Francia campagna choc
"Guidare parlando al cellulare è come guidare senza testa" con questo slogan in Francia è stata appena lanciata una colossale campagna mediatica per arginare questa orribile abitudine che - secondo il governo francese - moltiplica per 5 il rischio d'incidenti e che è il quarto fattore di mortalità sulla strada, dopo alcol, velocità e mancato uso della cintura di sicurezza.
IL VIDEO
Un'abitudine però non solo "orribile", ma anche diffusissima: il 41% dei conducenti francesi riconosce di farne uso durante la guida e tra questi il 72% afferma di non sentirsi in pericolo né di costituire una minaccia per terze persone. La conseguenza è invece fatale: l'Osservatorio Interministeriale della Sicurezza Stradale, massima espressione nella pianificazione strategica, ha stabilito che il 7% degli incidenti può essere evitato eliminando l'uso del telefono. In Italia dati così - tanto per cambiare - non li abbiamo. Sappiamo però che (indagine Associazione Altroconsumo) rispondere al cellulare se si sta guidando l'auto a 50 chilometri orari equivale a percorrere 29 metri alla cieca (76 se la velocità è di 130). O che chiacchierare al cellulare mentre si guida riduce la capacità del cervello di elaborare le informazioni sul traffico e di agire sul veicolo del 50%.
Da tutti questi dati è quindi partita l'idea della nuova campagna di sicurezza stradale fatta di video, affissioni e pubblicità sui principali quotidiani.
I risultati si faranno sicuramete sentire e viene da chideresi perché un tema così scottante viene ignorato in Italia dove fra l'altro c'è una legislazione meno severa che in Francia dove la pena di 35 euro è accompagnata dalla decurtazione di 2 punti dalla patente in un paese dove la riserva massima non può superare i 12 crediti.
"Il filmato francese - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, associazione amici polizia stradale - è uno di quei filmati che vorremmo vedere anche sui nostri schermi per far crescere la sensibilità, in un momento cruciale per la sicurezza stradale italiana. I dati del 2007, appena diffusi, indicano che si è fatto molto, ma noi che di questo mestiere abbiamo una lunga esperienza, sappiano bene che potremmo fare davvero di più. La scommessa, che i francesi hanno vinto, è di far leva sulla coscienza collettiva, con una strategia mirata al consenso di tutti. Fondata sulla difesa della vita: così anche i gendarmi ed i poliziotti hanno finito col credere che fare un etilometro in più non significa mettere nei guai una persona, che con la patente ci vive. E ci muore. Il risultato è stato quello che, in Francia, la gente beve meno. E muore di meno. Così, in un momento nel quale Oltralpe gli esperti della Sécurité Routière cercano di imprimere nuova energia alla lotta alla violenza stradale, ecco individuato un altro nemico pubblico: il telefonino"
in Francia campagna choc
"Guidare parlando al cellulare è come guidare senza testa" con questo slogan in Francia è stata appena lanciata una colossale campagna mediatica per arginare questa orribile abitudine che - secondo il governo francese - moltiplica per 5 il rischio d'incidenti e che è il quarto fattore di mortalità sulla strada, dopo alcol, velocità e mancato uso della cintura di sicurezza.
IL VIDEO
Un'abitudine però non solo "orribile", ma anche diffusissima: il 41% dei conducenti francesi riconosce di farne uso durante la guida e tra questi il 72% afferma di non sentirsi in pericolo né di costituire una minaccia per terze persone. La conseguenza è invece fatale: l'Osservatorio Interministeriale della Sicurezza Stradale, massima espressione nella pianificazione strategica, ha stabilito che il 7% degli incidenti può essere evitato eliminando l'uso del telefono. In Italia dati così - tanto per cambiare - non li abbiamo. Sappiamo però che (indagine Associazione Altroconsumo) rispondere al cellulare se si sta guidando l'auto a 50 chilometri orari equivale a percorrere 29 metri alla cieca (76 se la velocità è di 130). O che chiacchierare al cellulare mentre si guida riduce la capacità del cervello di elaborare le informazioni sul traffico e di agire sul veicolo del 50%.
Da tutti questi dati è quindi partita l'idea della nuova campagna di sicurezza stradale fatta di video, affissioni e pubblicità sui principali quotidiani.
I risultati si faranno sicuramete sentire e viene da chideresi perché un tema così scottante viene ignorato in Italia dove fra l'altro c'è una legislazione meno severa che in Francia dove la pena di 35 euro è accompagnata dalla decurtazione di 2 punti dalla patente in un paese dove la riserva massima non può superare i 12 crediti.
"Il filmato francese - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, associazione amici polizia stradale - è uno di quei filmati che vorremmo vedere anche sui nostri schermi per far crescere la sensibilità, in un momento cruciale per la sicurezza stradale italiana. I dati del 2007, appena diffusi, indicano che si è fatto molto, ma noi che di questo mestiere abbiamo una lunga esperienza, sappiano bene che potremmo fare davvero di più. La scommessa, che i francesi hanno vinto, è di far leva sulla coscienza collettiva, con una strategia mirata al consenso di tutti. Fondata sulla difesa della vita: così anche i gendarmi ed i poliziotti hanno finito col credere che fare un etilometro in più non significa mettere nei guai una persona, che con la patente ci vive. E ci muore. Il risultato è stato quello che, in Francia, la gente beve meno. E muore di meno. Così, in un momento nel quale Oltralpe gli esperti della Sécurité Routière cercano di imprimere nuova energia alla lotta alla violenza stradale, ecco individuato un altro nemico pubblico: il telefonino"
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